15th Japan 8Dan Kendo Championship

15th 8 dan Champ

Credits: Kendo World

Qualche giorno fa avevamo pubblicato sulla nostra pagina fb il tabellone dei campionati per ottavi dan di quest’anno. Moltissimi di quei maestri su quel tabellone li abbiamo anche incontrati di persona in occasione di seminari o allenamenti in Italia, quindi c’è anche un po’ di “tifo” da parte nostra.

In questa occasione ha vinto Masahiro Miyazaki della prefettura di Kanagawa, negli anni 90 ha vinto per molte volte di seguito gli All Japan Kendo Campionship, impresa veramente rara, se non unica nella storia di quella competizione. In rete abbondano video che raccolgono le sue finali o i suoi ippon. Negli ultimi anni gli è stata affidata la direzione tecnica del gruppo di kendo della polizia di Kanagawa.

Secondo classificato un maestro che abbiamo avuto il piacere di ospitare in Italia varie volte: Katsuhiko Tani, della prefettura di Gunma. Nelle ultime edizioni è riuscito a raggiungere un primo e un secondo posto, quest’anno è la terza finale che raggiunge. Oltre a dirigere un proprio dojo e ad avere fior fiore di settimi dan come allievi, è preside di un liceo della sua prefettura.

Di seguito la finale e le raccolte di ippon suddivisi per i vari turni della competizione:

Primo Round Ippon:

Secondo Round Ippon

Terzo Round Ippon

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BU-TOKU-MU-KYO 2014 – Bedollo (TN) 20 – 24 agosto 2014

Gruppo Bedollo Tani

 

Ormai sono 4 anni che partecipo a questo seminario e ogni volta porto a casa sempre qualcosa di nuovo, qualcosa in più. Non soltanto mi viene permesso di fare una full immersion di 5 giorni nella pratica con maestri di altissimo livello, ma anche di entrare in quel clima da “gita scolastica” con persone insieme alle quali partecipo a gare e a stage per tutto l’anno o ho un rapporto più stretto perché praticano in dojo vicini al mio.

Rispetto allo scorso anno con i ragazzi di Cremona e Piacenza decidiamo di fare una vera e propria operazione di guerra lampo: arrivare prima di tutti e riempire un’aula della scuola dove si svolge il seminario, onde evitare russatori molesti, elicotteri, sottomarini e cetacei (del perché di queste definizioni chiedete a Sara De Angelis (ARK) e a Luca Barbalace (Zenkenyu) ).

Ci accampiamo con materassini e lettoni gonfiabili e organizziamo quella che sarebbe stata la nostra casa per i seguenti giorni predisponendo anche un piccolo angolo cucina…si, ci siamo anche portati fornellini e armamentario vario, cosa non si fa per risparmiare e lasciarsi i soldi per i giri di grappa all’hotel Pineta e all’Imbarcadero?

Gli allenamenti si sono svolti tutti con un pattern comune di circa due orette e mezzo di pratica. Suddivisi in questo modo:

 

  • Riscaldamento
  • Vasche e/o suburi
  • Kihon di tecniche – Men, Kote, Kote-men, Tsuki e Kirikaeshi.
  • Pausa
  • Jigaeko con motodachi dal quinto dan in su
  • Divisione della palestra in due parti: da una parte terzi dan motodachi per i gradi dal secondo dan in giù e dall’altra Jigaeko libero fra praticanti dal quarto dan in su.
  • Uchikomi con motodachi (Men grande e piccolo)

Prima degli allenamenti pomeridiani dal giovedì al sabato è stato possibile praticare liberamente kata divisi per gradi, scelta corretta vista la grandissima affluenza di quest’anno.

La grande quantità di tempo a disposizione ha permesso ai maestri giapponesi mostrare minuziosamente l’esecuzione di tutti gli esercizi proposti. Dal movimento dei piedi Okuri-ashi, Suri-ashi, hiraki-ashi e fumikomi-ashi per poi passare allo studio del kamae, di come trovare una posizione che ci consenta di essere rilassati e nello stesso tempo pronti a muoverci per attaccare.

Il maestro Negishi si è prodigato nel disegnare su una lavagnetta la corretta postura della schiena da mantenere, prima del colpo, durante il colpo e dopo il colpo. Durante i suburi e il kihon è stato sottolineato il modo corretto di eseguire furikaburi (il movimento della shinai sopra la testa) quindi arrivare con il gomito all’altezza dell’orecchio e fare accelerare la punta fino a colpire il bersaglio con le braccia e i polsi correttamente stesi.

Durante gli esami di passaggio di grado siamo attentissimi a come siamo vestiti, ad aver indossato correttamente hakama, gi e bogu. Dobbiamo esserlo anche nella pratica di tutti i giorni. Il maestro Kasahara ha fatto una piccola lezione su come-indossare-cosa: dal gi che deve essere steso sulla schiena al’hakama goshi che deve essere all’altezza corretta sotto agli himo del tare, al do che non deve essere all’allacciato troppo alto tanto da scoprire l’hara-obi del tare. Al monomi del men, che deve essere appunto all’altezza degli occhi, così come l’allacciatura dei men-himo. Tutto ciò non solo per una questione estetica, ma anche per la nostra sicurezza.

Passiamo quindi agli esercizi su men; men, in okuri-ashi, men con fumikomi sul posto, men con fumikomi passante, sayu men in okuri-ashi ecc.. Tutto con alle spalle gli insegnamenti sul kamae, sul caricamento e l’estensione delle braccia e dei polsi sul colpo visti nei suburi in precedenza.

Stessa cosa per il Men-piccolo e poi per il kote nei giorni successivi.

Altro blocco di esercizi sulla parte “materiale” del semé, vincere PRIMA il centro e POI colpire. Tutta questa parte del seminario è stata guidata dal maestro Tani in persona: per prendere il centro è sufficiente il diametro della punta dello shinai e poi mantenere la traiettoria ideale per andare a colpire tsuki e da lì men oppure sollevare lo shinai e andare a kote calibrando l’ampiezza del passo in base al bersaglio scelto.

Altre note tecniche che sono state fornite “colpire tsuki con i polsi stesi nella stessa posizione di quando si finisce l’arco durante Joge-buri” e “preferibilmente impattare a 45°sugli yoko-men durante kirikaeshi”

 Non mi stancherò di ripeterlo in questo piccolo resoconto, ma una dei pregi di questo seminario è la grande disponibilità di tempo che può essere dedicata, non solo al keiko, ma anche all’ascolto di esperienze e riflessioni portate dagli insegnanti. La particolarità del kendo di essere una disciplina che può essere praticata attraverso tutte le età ci mette di fronte (come la vita stessa) a momenti di stallo ad esempio una crescita tecnica che ci sembra interrotta, oppure a ostacoli difficili come competizioni che non riusciamo a vincere, esami che non riusciamo a superare. Tani sensei ci ha parlato della sua esperienza in merito. Qui di seguito cercherò di riportare i punti salienti del discorso:

“Non sono mai stato un praticante da un palmarès invidiabile, al liceo e all’università ho vinto molto raramente delle gare e non sono mai stato il membro più forte della mia squadra, i miei successi nella shiai li ho raggiunti dopo quasi cinquant’anni di pratica vincendo 2 anni fa il campionato degli 8°dan, l’anno successivo sono arrivato in finale, mentre quest’anno sono uscito al primo turno. Quello che posso dirvi è di tenere duro e continuare ad allenarvi al di là dei risultati, concentrandovi sull’andare avanti con continuità impegnandovi con tutto voi stessi,  se non mi credete o secondo voi mi sbaglio aspettate di esservi allenati con questo spirito  per cinquant’anni e poi potrete darmi torto. Quindi se venite sconfitti o se non riuscite a superare immediatamente un ostacolo, non preoccupatevi, continuate a praticare, tenete duro…”

 A tutti i partecipanti è stato poi consegnato un tenugui in ricordo del seminario: Jiki shin kore michi: cuore sincero è la via, questi i kanji impressi sulla stoffa.

Tenugui Bedollo

Sabato sera arriva velocemente e ci troviamo nella stessa baita dell’anno scorso, prenotata solo per noi, con una grande novità per la serata, abbiamo una piccola competizione musicale. Alle chitarre Giuseppe Piva e Sara de Angelis accompagnano Kasahara con “my way” in giapponese, Tani con una canzone sulle gesta di Takeda Shingen, per poi passare al gruppo dei tedeschi con una canzone popolare (di cui cerco ancora una versione su you tube, appena la trovo la linko) E due gruppi italiani fra cui un duetto Rigolio-Piva su una canzoni di Nanni Svampa “La Dona Biunda” e il gruppo misto dei fiorentini con “La Lallera” di Marasco. Potete trovare tutte le performance filmate e documentate sulla pagina dell’evento su Facebook, chiude il tutto Negishi con una sua versione della canzone della “Marcia dei 365 giorni” riguardo a come è bello fare kendo (anche di questa trovate il video sulla stessa pagina delle altre.

Questi 5 giorni sono passati fin troppo velocemente, ma mi hanno dato la carica giusta per iniziare la stagione con il botto e con tante cose da mostrare ai miei ragazzi non appena ricominceremo i corsi.

Ringrazio ancora tutta l’organizzazione per aver reso ancora una volta possibile questo seminario, ringrazio i maestri Tani, Negishi, Kasahara, Shiriichi  e a tutti gli alti gradi che si sono fatti in quattro per farci entrare nella zucca come si deve cercare di fare kendo nel miglior modo possibile.