Seminario “Cus Verona” diretto da Christian Filippi 26/03/2014

Non esistono scorciatoie o tecniche segrete per diventare buoni competitori nel Kendo, ma una solida attitudine nell’approccio al keiko di tutti i giorni, dal suburi, al kihon, dall’uchikomi, al jigeiko, la ricerca del taglio e dell’espressione del miglior colpo secondo tutti i criteri dello yuko datotsu deve essere centrale. Il lavoro all’interno del dojo non è una questione individuale, ma riguarda l’insieme dei praticanti: se negli esercizi non ci sono motodachi in grado di creare “armonia” con il loro compagno, non ci potranno essere buoni kakarite e di conseguenza la crescita dell’intero gruppo potrebbe essere compromessa.

Questo è, a mio avviso, il messaggio contenuto nel seminario organizzato dal Cus Verona e diretto da Christian Filippi.

L’organizzazione Cussina dell’evento è, come sempre, impeccabile. Una volta arrivati ci vengono consegnati il sacchetto per il pranzo e il voucher per ritirare il tenugui dell’evento allo stand della Nippon Budo.Particolarità, per chi è abituato a fare Kendo in Italia, è la presenza di bambini e ragazzi che prendono parte allo stage.Disponiamo i men e iniziamo il riscaldamento, seguito poi dal saluto.

Partiamo così con una serie di vasche, l’attenzione è posta sul cercare di avanzare mantenendo una postura corretta (schiena e collo) ed evitando di andare con il busto su e giù. Prendiamo le shinai e iniziamo con serie di jogeburi e suburi a men normali, sempre per la lunghezza della palazzetto, avanti e indietro. Punto focale è l’attenzione al corretto uso delle dita della mano sinistra, soffermandosi sul mignolo che deve stringere per tutta la durata del movimento e che deve imprimere forza e velocità al colpo, caratteristiche che non potrebbero essere raggiunte senza il contestuale movimento delle gambe e delle anche in modo da arrivare con un movimento di ichibioshi al perfetto ki ken tai.

Tutti di nuovo in fila e poi “men-tsuke” ci dividiamo in tre gruppi per grado/età. Iniziamo concentrandoci sul kirikaeshi e su come eseguirlo con continuità e respirazione corretta nonché prestando attenzione alla giusta distanza alla fine dei 5 sayu-men all’indietro e alla prontezza dell’ultimo men  centrale passante, esprimendo zanshin alla fine di ogni serie.      Per poi continuare con serie di men centrali con una sola respirazione e uchikomi con pattern prestabilito fino alla pausa, qui l’accento è posto sul corretto modo di invertire la direzione e ritornare in kamae per non farci sorprendere da attacchi dell’avversario. Ora, molte persone commenteranno leggendo l’articolo “certo, ma queste cose le sapevo già da me, non ci voleva mica un seminario per spiegarmele” eppure, qui metterei la mano sul fuoco, pochi di noi mantengono un’attenzione costante per tutto l’allenamento, anzi, la concentrazione cala; vuoi per la stanchezza, vuoi per la tranquillità di non essere in un combattimento “vero”. Tuttavia dovremmo sempre porci nella condizione di non “spezzare il cerchio” anche durante il kihon e di esprimere zanshin ogni qual volta la situazione lo richieda, in poche parole, allenare la nostra mente a essere lucida in tutte le situazioni. Quindi seminari di questo tipo servono anche a ricordarci cose che magari già conosciamo, ma che dimentichiamo di applicare alla svelta, perché non c’è nessuno (a parte noi stessi) che ha la pazienza di pungolarci.

La terza ora della mattinata è piacevolmente occupata da Jigeiko libero.

Dopo il pranzo consumato ai bordi del parquet abbiamo l’occasione di vedere un’interessantissima sessione di Tameshigiri eseguita da Kunimasa Matsuba Sensei (il quale è anche un famoso forgiatore) che ci mostra come tagliare con una katana vari fusti di bambù, le spiegazioni sono molto particolareggiate e ci viene mostrato come anche il taglio che si pratica nel Kendo è altrettanto efficace utilizzando una spada affilata. Il Maestro offre successivamente la propria spada a chi dei presenti avesse desiderato cimentarsi nel taglio. Superfluo dire che si è subito creata una lunghissima fila di aspiranti Zatoichi; alcuni hanno suscitato l’ammirazione del forgiatore, altri…meno.

Riprendiamo alle 15:00 con esercizi per incrementare la flessibilità e la spinta elastica degli arti inferiori: haya-suburi e choyaku-men. Vengono spiegate le differenze fra le due tipologie di esercizio, il primo è un suburi veloce, dove i piedi strisciano sul parquet, mentre il secondo è un “men saltato” con invece gli arti inferiori che si staccano da terra.    Passiamo poi a men in elevazione con esecuzione del do all’atterraggio per diverse serie, seguito da esercizi propedeutici al taiatari e ripetizioni di questi da breve e poi da lunga distanza. Sempre su taiatari si fanno variazioni sul tema e quindi come deviare la forza dell’avversario assorbendola con movimenti combinati di anche e braccia, indietro, a destra e a sinistra.

Viene il momento delle iki-wazza, combiniamo alcuni esercizi di prima con l’iki-men. Partendo da una forte spinta del motodachi e andando indietro, oppure lasciando cadere la tensione e sfruttando il momento per colpire, oppure ancora fintando a kote con il movimento di choyaku per poi sfruttare l’apertura a men. Un crescendo poi combinando gli esercizi del taiatari con iki-men e iki-kote a seconda dell’apertura creata a omotè o a urà. Finiamo con un’azione di disturbo sullo yoko men per far reagire nervosamente motodachi, così da sfruttare le aperture che vengono a crearsi a men e kote a seconda di una reazione più o meno pronunciata.

Sforiamo l’orario, ma c’è comunque spazio per un ippon-shobu con auto-arbitraggiofra le coppie dei vari gruppi che pian piano eliminandosi lasciano Luca Villa vincitore sul parquet ormai deserto.

Tutti di nuovo in fila per il saluto e “Men-torè!” il seminario finisce fra i ringraziamenti e gli ultimi consigli e le riflessioni di Christian sulla giornata appena trascorsa.

Bevete birra, fate kendo e abbiate una vita piena!

 

 

Campionati Italiani Kendo 2014

Foto del Sandojo ai campionati italiani 2014

Un po’ di cronaca, il ritrovo questa volta è fissato con Jacopo e Giulio (Seishinkan Piacenza e Alser Milano) alla stazione di Parma alle 7:30 di sabato mattina, in coincidenza con il loro treno da Piacenza. Fortunatamente trenitalia non ci delude e l’orario d’arrivo è rispettato, carichiamo tutto sulla mia Kendomobile e partiamo a bomba verso Verona dove alle 9:00 comincia lo shinai check. Nonostante le mappe non aggiornate del mio navigatore riusciamo ad arrivare in via Montelungo n.3 senza problemi, notando anche il graditissimo baracchino del kebab nel parcheggio, un po’ di schifezze per pranzo non ci faranno certo male ;).

Incontriamo anche Lorenzo e Gianni che sono partiti direttamente da Cremona e sono arrivati poco prima di noi, appena fatto il check shinai ci raduniamo e iniziamo il riscaldamento pre gara tenuto da Yuri (Kyumeikan Monza) in una ventina di minuti svolgiamo tutto il programma senza e con bogu. Perfetto penso: i piedi sono ok, la spalla non fa male e il tallone per ora, anche senza la protezione, non manda fitte, dai forse oggi si combina qualcosa di buono.

Ci schieriamo per il saluto e veniamo informati che shimpan-cho (capo arbitro) dell’evento sarà Yutaka Asami 8°Dan Kyoshi, che dopo una breve introduzione, raccomanda agli arbitri di sanzionare con penalità lo stare troppo in tsubazeriai mirato a perdere tempo. Detto ciò, si parte.

Iniziano con le poule femminili, una volta concluse queste si parte con quelle maschili. La mia è fra le ultime, n.24. Vinco il primo incontro e perdo il secondo, poco male, passo comunque n.2 di poule e accedo alle fasi successive…

*flashback in macchina:                                                                                                            ” Oi Giulio, allora qui non si può passare uno primo e l’altro secondo di poule, perché altrimenti ci si becca alle eliminatorie!”                                                                                     “Si dai, allora tutti e due primi di poule, vedrai che ce la si fa”

…e la legge di Murphy ci coglie con imbarazzante e quanto mai ironica precisione, Giulio passa primo e io secondo e ci becchiamo alle eliminatorie. Purtroppo il match prende una brutta piega (per il sottoscritto) e con una doppietta di kote del buon sopracitato (al quale ho giurato in amicizia vendetta tremenda vendetta) vengo scaraventato fuori da questi CII 2014 finendo la giornata sugli spalti. Mi premuro di riportare che al turno successivo Giulio è stato anche lui spedito sugli spalti da Andrea Moretti (Kendo-Iaido Bergamo) che arriverà secondo sul podio.

Ma vale la pena raccontare la bella e appassionante fase finale dei campionati e parlare di protagonisti un po’ più performanti del sottoscritto a cominciare dai femminili:

Ricciuti (Cus Verona Kendo) VS Rizzo (Kuma no Kai Catania) e Barbieri (Shodan Reggio Emilia) VS Bosetti (Jinseikan Varese). Passano Rizzo e Bosetti che si scontrano in una finale tiratissima dove la varesina vince per 1-0.

Maschili: Semifinali al cardiopalma con Moretti (Kendo Iaido Bergamo) VS Mandia (Kodokan Alessandria) e Filippi (Cus Verona) VS Pezzo (Cus Verona). La prima possiamo tranquillamente definirla “manate in faccia sullo shiajo”, 5 minuti di taiatari potenti e azioni fulminee che culminano con il men di Moretti verso metà incontro e il di poco seguente doppio hansoku inferto dall’arbitro Bolognesi ai due sfidanti che si stavano facendo un po’ troppo prendere dalla foga. Mentre l’altra “haiancoradaimpararemiogiovanepadawan”, alla fine prevale l’esperienza di Filippi che rimonta Pezzo e stacca il biglietto per la finale con Moretti. Finale: Filippi si impone all’encho e si laurea campione italiano 2013.

Segue una bellissima ora di jigaeko generale fra arbitri e una buona fetta di competitori.

Bevete birra, praticate Kendo e abbiate una vita piena. Alla prossima! 😀