Ci rivediamo a settembre!

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Cari amici, siamo arrivati in fondo a questo travagliato anno di Kendo, il piacere di potersi allenare in armatura negli ultimi appuntamenti ci ha veramente tirato su il morale, dopo i mesi del lockdown e le settimane passate ad allenarci da soli.

Ma più importante è stato l’impegno profuso da tutti i ragazzi in questi giorni difficili. L’energia che si è vista nel rivederci e ritornare ad impugnare le shinai per combattere insieme è stata straordinaria.

Questo dimostra come lo spirito che anima il nostro gruppo non sia circoscritto solo alla volontà di raggiungere obiettivi a breve termine (la medaglia, il dan, battere il mio parigrado ecc), ma sia un “enzan no metsuke”, quindi un guardare una montagna lontana. Prendere quindi il Kendo come qualcosa ad ampio respiro che aiuti a coltivare la nostra crescita come persone e ci migliori nello stare con gli altri, ma soprattutto con noi stessi.

Ringraziamo anche i ragazzi della Squashinn che ci permettono di praticare in sicurezza, occupandosi della sanificazione degli spazi e per aver riaperto i battenti non appena fosse stato possibile.

Come avrete già letto nelle apposite sezioni, questo sarà un anno particolare: abbiamo infatti deciso di dimezzare la quota per il corso annuale, da 400 € a 200€, in maniera da non pesare sulle tasche dei nostri soci. Come Parma Kendo Kai vogliamo fare la nostra parte in questo momento difficile.

L’anno 2020-2021 partirà martedì 1 settembre, gli orari e i giorni rimarranno gli stessi: martedì e giovedì dalle 21:00 alle 22:30.

Tel e WhatsApp. 3491595885

Mail. parmakendokai@libero.it

 

 

 

Quattro chiacchiere con George McCall di Kenshi24/7.net

Quando iniziai a praticare Kendo nel 2008 Kenshi24/7.net e Kendoinfo.net, erano gli unici due blog in lingua inglese, autorevoli, che pubblicavano con regolarità articoli tecnici e di riflessione sul Kendo e il mondo che gli girava attorno. Esisteva già anche Kendo World con il suo sito e il forum, ma George e Geoff  hanno profondamente influenzato il mio modo di vivere la “pratica” e contribuito alla mia formazione.

Per me è stato quindi un onore potergli fare qualche domanda per il Blog della Parma Kendo Kai.

Per chi non lo conoscesse, George McCall è un insegnante di liceo a Osaka, ed è il responsabile del kendo club di quella scuola. Non solo si allena “quasi” 24/7, ma approfondisce costantemente la sua conoscenza del Kendo raccogliendo vecchie pubblicazioni dell’era Showa e Taisho, ri-stampando libri e condividendo sul suo blog estratti di questi.

Grazie a George per la disponibilità e grazie a Marco Lombardo (Ken sei dojo Rho) che ci ha messo in contatto per fare questa mini intervista e raccontarci un po’ più da vicino come sta andando il kendo in Giappone fra i giovani e altre curiosità.

Buona lettura!

D) Qui in Europa le motivazioni che portano una persona ad iniziare Kendo sono spesso legate ai suoi interessi per la cultura giapponese e per il suo lato “pop” (manga, anime, film di samurai ecc). Inoltre molte persone vedono il kendo come un ponte per raggiungere un maggior livello di comprensione e conoscenza del “mondo Giappone”. Ma per quanto riguarda i bambini giapponesi e i ragazzi e le ragazze che si allenano duramente per la loro pratica quotidiana e lo shiai? Quali sono le loro motivazioni per iniziare e continuare il Kendo?

G) Molti bambini iniziano Kendo perchè portati dai loro genitori. Magari mamma e papà praticano oppure l’hanno fatto a scuola o ancora pensano che insegni la disciplina ai propri figli. Un’altra ragione può essere che il dojo per i bambini si trovi vicino a casa e comparata ad altre attività, sia più economica (n.d.r. ne parliamo qui)

Chi invece inizia più in là, alle scuole medie o alle superiori, lo fa per le ragioni più disparate. Es. Perchè sembra un’attività “diversa” dalle altre o perchè vuole entrare in un club della scuola con pochi membri, ricordiamoci che comunque il Kendo non è una disciplina “popolare”. Occasionalmente arrivano anche ragazzi che vogliono fare qualcosa di veramente “Giapponese” ma tende ad essere una tipologia abbastanza rara.

Una volta iniziato kendo la motivazione per continuare risiede nel fatto di sentirsi parte di un “gruppo” sia per i bambini/ragazzi che per i genitori. Quando però il gruppo cambia, ad esempio quando i ragazzini passano dalle elementari alle medie o dalle medie alle superiori, ci sono molti abbandoni. Numeri alla mano, oggigiorno il 50% degli studenti che fanno kendo in un club delle scuole medie non continuerà alle superiori. Non so dirti che percentuale abbiamo dal salto dal liceo all’università, ma è altrettanto importante. Quasi tutti, specialmente le donne, smettono kendo dopo l’università. Ricordati inoltre che il Kendo è visto come uno sport per ragazzi qui in Giappone. Prendere parte alle competizioni è LA motivazione principale fino all’università.

D) Collegata alla domanda precedente: qual’è il trend fra le nuove generazioni? Stà diminuendo il numero dei praticanti? Come vedi il futuro del kendo in Giappone?

G) Come detto sopra, gli studenti tendono a smettere man mano che passano da un ciclo scolastico all’altro. Con il calo delle nascite questa situazione è destinata a peggiorare. Fino a 5 anni fa, gestivo forse uno dei più grandi Kendo Club pubblici nella prefettura di Osaka, oggi sono fortunato se entrano 5 nuovi studenti per anno (prima la media era 15). Quest’anno, con il Coronavirus, sono preoccupato che alla riapertura delle scuole non entrino nuovi studenti. Se questo succederà, ho paura che il club non rimarrà aperto a lungo.

In Giappone c’è un trend generale di ridimensionare quello che è il sistema dei club. Se questo dovesse verificarsi, il numero dei praticanti precipiterà ulteriormente e non risalirà più. Quindi ci aspettiamo un futuro con una popolazione di praticanti inferiore a quella di oggi. La ZNKR sopravvive quasi esclusivamente per le entrate derivanti dalla registrazione degli esami di passaggio di grado degli studenti, se questi numeri caleranno, la federazione stessa si troverà in difficoltà.

Ci sono un numero di potenziali soluzioni a questa situazione – e ne ho personalmente alcune a riguardo – ma la via da percorrere ancora non è chiara.

D) In questi giorni di lockdown, stiamo assistendo alla pubblicazione di molti video, anche da parte della ZNKR, che ci mostrano molti esercizi da fare a casa, in particolare quelli che vengono classificati come core training. Che cosa ne pensi? Nella tua esperienza di insengnante, utilizzi già questa tipologia di esercizi negli allenamenti?

G) Nel mio club ci alleniamo sei giorni a settimana con uno di questi dedicato agli esercizi come sollevamento pesi, corsa ecc. Quindi facciamo già un po’ quello che sta promuovendo la ZNKR. Ma, a essere onesti, il mio focus principale, rimane quello di allenarsi con bogu e shinai. Questa tipologia di allenamenti è molto più comune in quel tipo di scuole dove si è molto più focalizzati sull’attività sportiva e quindi anche il tempo da dedicare all’attività di club è maggiore.

In Dojo per adulti non ho mai visto praticare questo tipo di allenamento, Nella maggior parte dei casi non si fa nemmeno pratica di base. Infatti la preparazione fisica è spesso e volentieri effettuata individualmente dai singoli al di fuori dal dojo.

Per quanto riguarda ciò che penso – è ottima! Tutto quello che porta ad una migliore condizione fisica è auspicabile. Tuttavia, penso che la ZNKR abbia realizzato quei video per alleviare le accuse che associano il kendo alla trasmissione del virus

Sospetto che però la maggior parte delle persone qui in Giappone non si spinga oltra al suburi a casa.

D) Che cosa pensa la comunità giapponese di Kendo delle persone che praticano negli altri paesi? Come ci vedono?

G) Penso che oggi ci sia molto interesse per il kendo estero, ma le altre nazioni non vengono ancora visti come “pari”. Per il fatto che le federazioni di quei paesi difficilmente possono formare praticanti con le stesse abilità che vediamo in Giappone. Anche se il livello negli anni è molto cresciuto.

Un altro fattore sicuramente è che ci sono tante persone che desiderano diffondere la cultura giapponese all’estero attraverso il Kendo in maniera univoca. Accecati dalla bravura dei giapponesi, non riescono a vedere quante persone non-nipponiche abbiano contribuito a livello locale e globale alla sua diffusione e siano tecnicamente molto abili.

Ma generalmente qui sono tutti felici di poter praticare con qualcuno che viene dall’estero, ho veramente esperienza di pochi casi nei quali questo non sia avvenuto.

D) Nella scuola dove lavori come insegnante, gestisci anche il Club di Kendo. “Uno scozzese che gestisce un club di kendo in Giappone”: se leggi questa frase ad alta voce potrebbe sembrare un ossimoro! Qual’è stato il percorso per raggiungere quella posizione? Hai subito delle discriminazioni nel corso di questi anni?

R) Dunque, mi sono trasferito in Giappone nel 2003 un paio di mesi dopo aver partecipato al dodicesimo campionato del mondo unicamente per studiare Kendo, ma non avrei mai immaginato di ritrovarmi nella situazione in cui sono ora, è una lunga storia, ma cercherò di essere sintetico.

Dopo essermi trasferito in Giappone e aver passato un paio di anni difficili ad Hiroshima, decisi di spostarmi ad Osaka. Migliorò, lentamente, anche la mia situazione relativa al Kendo e nel 2008 iniziai a lavorare in un liceo molto prestigioso. In un paio di mesi stavo insegnando al dojo di kendo della scuola e da lì non mi sono mai più fermato.

Diversamente dalla maggior parte delle persone non-giapponesi che lavorano nel sistema educativo, io sono un’insegnante abilitato con tutte le qualifiche che mi permettono di essere equiparato ai miei colleghi ed è un caso abbastanza raro in Giappone.

E per la discriminazione… è stata certamente dura all’epoca, ma non voglio dire cose spiacevoli qui, quindi ti dirò come sono sopravvissuto in poche parole:

  1. Impara Giapponese e forma te stesso. Più approfondisci la cultura del Kendo e la sua storia e meno potranno riprenderti. Dopo anni di studio adesso sono io che spiego le cose… perfino agli ottavi dan!
  2. Pratica tantissimo, lavora sodo e cresci nella tecnica e nei gradi. Più allenamenti fai e più bravo puoi diventare e più raggiungi gradi elevati e meno le persone avranno possibilità di sminuirti. Io non sono un grande fan dei gradi, ma li vedo come un “male” necessario per poter vivere in questo sistema.

 

Francesco Paterlini

Guardare Avanti

Comunicato da parte del Presidente della Parma Kendo Kai a.s.d.

Cari soci,

l’evoluzione della diffusione del Covid-19 ci dà ormai la quasi matematica certezza della conclusione anticipata della stagione 2019-20 per la Parma Kendo Kai.

Nell’attesa che la situazione torni alla normalità, dobbiamo pensare al momento in cui le nostre attività di club riprenderanno (presumibilmente settembre) e a come sostenere la pratica di tutti i soci in una congiuntura economica caratterizzata dall’incertezza.

Come sappiamo, il Kendo è una disciplina che richiede un investimento costante di risorse economiche: rimpiazzare l’attrezzatura usurata, corrispondere l’affitto alla palestra che ci ospita, pagare la partecipazione a gare e seminari.

La PKK, per la sua natura senza scopo di lucro e per gli accordi presi a suo tempo con la Squasshinn, in questo momento di inattività, non ha uscite di denaro (se non quelle marginali relative ai canoni del conto corrente). Quindi la perdita che stiamo avendo, si misura in “mancata pratica” e in un “congelamento” di quello che è l’apprendimento della disciplina.

La situazione di cui sopra, unita ad una gestione prudenziale delle risorse in questi anni, ci permette di poter pensare ad un taglio del 50% di quella che sarà la quota per il prossimo anno e lo spostamento del pagamento della stessa a febbraio 2021. Quindi si passerebbe dai 400 € attuali a 200 €, rimarrebbero invariati i costi di iscrizione alla CIK e allo csen, così come li avete corrisposti quest’anno. Le coperture ci permetterebbero inoltre di pensare all’acquisto in stock del materiale consumabile per eccellenza, le shinai e distribuirle tagliandone il prezzo. Rimane poi sempre in essere la possibilità che diamo ai nuovi iscritti di utilizzare le attrezzature dell’associazione fino all’acquisto della propria.

La volontà categorica è quella di non perdere nemmeno un iscritto per motivi economici o anche solo che la voce “Kendo” costituisca un motivo di preoccupazione all’interno del vostro bilancio famigliare nella critica congiuntura economica post-virus e sarà mia premura fare qualsiasi cosa necessaria per raggiungere questo obiettivo.

Nel frattempo: state attenti (fate zanshin), prendetevi cura di voi stessi e delle persone a cui volete bene.

Il Presidente

Francesco Paterlini

Seminario con il Maestro Koyama – Un saluto per un amico che parte

Ci piace da sempre incrociare le spade e le esperienze con gli altri praticanti, quest’attitudine al confronto caratterizza il nostro dojo fin dalla sua nascita.

Il week end del 15-16 febbraio abbiamo partecipato al seminario del Maestro Koyama 8°dan Kyoshi che, accompagnato da due suoi allievi, ci ha condotto  in un approfondito studio delle “basi”.

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Dopo 11 anni in Italia Nariaki torna in Giappone e quale modo migliore di salutarlo se non con un grande allenamento tutti insieme?

(aggiungeremo le foto a breve)

1° Trofeo Roma – 28/29 Settembre 2019

Come cinici celti siamo scesi alla conquista della Capitale ed… è andata molto bene.

Molto bene perché per la prima volta siamo riusciti a portare 3 squadre ad un evento e abbiamo passato un week end tutti insieme divertendoci come matti.

Molto bene perché Marina ha conquistato il primo posto nella categoria donne e Noemi il fighting Spirit.

Molto bene perché tutti hanno dato il massimo facendo ippon a destra e a manca, mentre sia negli individuali che nelle squadre abbiamo sfiorato il podio.

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Aaaaaand it’s over!

Aaaaaand it’s over! Anche questa stagione della PKK si è conclusa nel sudore e nella felicità. Una cavalcata ininterrotta da settembre a luglio, arricchita dai tanti amici che ci sono venuti a trovare in questi ultimi mesi. Ringraziamo i “cugini” della Scuola di Arti Marziali Shodan che hanno attraversato i confini del Ducato per allenarsi con noi in questo ultimo appuntamento. Ricominciamo a settembre, sempre alla Squashinn Parma, sempre il martedì e il giovedì, dalle 21:00 alle 22:30.20190725_23404120190725_23395420190725_224031