Sotto un mare calmo

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Cari amici, il silenzio di questa nostra pagina non deve trarvi in inganno relativamente alla nostra inattività. Se anche la superficie del mare è calma, sotto di essa la vita continua. Da inizio febbraio, i campionati italiani della nostra disciplina sono stati inseriti nel calendario CONI delle manifestazioni di interesse nazionale. Questo permette agli agonisti della PKK di potersi allenare per la preaparazione di questa manifestazione, attenendosi nello stesso tempo a tutte le norme anti-contagio precedentemente stabilite dalla nostra Federazione e dallo CSEN alla ripresa della pratica.

Dovremmo essere contenti quindi?

No.

Vi garantisco che avere solo una parte degli iscritti che può riprendere gli allenamenti è quanto mai un boccone amaro da mandare giù. La bellezza del Kendo è l’essere una disciplina “di vita” che ci accompagna attraverso ogni fascia di età. La Parma Kendo Kai ha iscritti che vanno dai 10 ai 65 anni. Praticare tutti insieme è il vero valore aggiunto di un’arte maziale così.

Per questo evitiamo di mettere foto e post sui nostri social, perché nonostante nel nostro dojo risuonino le urla e i colpi delle shinai, ci sentiamo come un’orchestra sinfonica composta solo dagli archi, senza gli ottoni, i legni e le percussioni. Se mancano gran parte dei componenti, non si può fare un concerto. Non siamo quindi in vena di festeggiare.

Per ora continuiamo così, guardiamo avanti, teniamo vive le braci del nostro fuoco.

Auguri!

Guardiamo già ai giorni in cui potremo allenarci di nuovo insieme.

Nell’attesa, ricordiamoci che il Kendo non si pratica solo tra le mura del dojo. Ma si vive nell’attitudine al miglioramento di se stessi, nella gentilezza verso il prossimo, nella riconoscenza verso chi ci fa crescere e nel dono del nostro tempo a chi ha voglia di imparare.

Possiamo farlo tutti i giorni. Anche questo è Kendo.

Auguri di buon anno dai ragazzi e le ragazze della PKK.

KendoBooks: Una Nuova Visione, di Christian Filippi

Con la sospensione della pratica in palestra è il momento giusto per recuperare vecchi e nuovi libri sul Kendo. Rileggersi un po’ di quello che si ha già sugli scaffali e andare alla ricerca delle nuove uscite.

la copertina del libro

Circa una settimana fa è uscito sulla piattaforma Amazon Kindle, Una Nuova Visione, di Christian Filippi. Per chi non lo conoscesse, Filippi è 6°dan renshi di kendo, laureato in scienze motorie, è insegnante responsabile per i dojo del Cus Verona Kendo e dello Shoryukan Piacenza, arbitro internazionale ed ex membro di lungo corso della nazionale italiana.

Il libro è breve (una settantina di pagine), ma forse questo è il suo maggior pregio, poiché permette di passare in rassegna svariati argomenti, la cui trattazione approfondita richiederebbe interi manuali, componendo una “visione” della metodologia proposta. La conoscenza derivante dagli studi delle scienze motorie (dalla preparazione fisica al coaching) può essere integrata in maniera profittevole nella trasmissione della tecnica e nello svolgimento in sicurezza della pratica, permettendo di esaltare i principi educativi e di miglioramento individuale che caratterizzano la disciplina del kendo. Altro aspetto trattato è l’insegnamento a bambini e ragazzi, nei vari capitoli è sottolineata la distinzione nei due approcci di insegnamento e in particolar modo la raccomandazione di non trattare i bambini come “piccoli adulti”, ma di rispettarne le specificità di apprendimento.

Consigliato? Si, se siete interessati alla didattica nelle arti marziali e siete alla ricerca di spunti per approfondire il vostro bagaglio di conoscenze nell’ambito dell’insegnamento.

Altre letture interessanti sull’insegnamento del Kendo:

Manuale dell’Insegnante di Kendo – Giacomo Cucinotta – Luigi Rigolio

Kendo Approaches for all Levels – Sotaro Honda (ENG)

4 Xmas Waza

4 appuntamenti, 4 tecniche, 4 insegnanti per arrivare a Natale, una sorta di mini calendario dell’avvento. Inizio ore 20.00. Chi volesse partecipare mandi una mail a lambratekendoclub@gmail.com per ricevere link Zoom e pw grazie!

p.s. speriamo che con il vaccino a gennaio ci siano notizie concrete riguardanti la ripresa degli allenamenti in presenza.

DPCM 24 Ottobre

Cari amici e soci: a seguito della firma del DPCM del 24 Ottobre procediamo con la sospensione dei nostri allenamenti fino al 24 Novembre (data della validità del decreto di cui sopra). Vogliamo però segnalare con una punta di orgoglio che dall’11 giugno abbiamo effettuato 38 allenamenti nel rispetto delle linee guida CSEN-CIK; nel nostro dojo sono passate 33 persone fra soci e interessati e non si sono riscontrati casi di positività. Nell’ambiente dello sport di base siamo da sempre abituati a fare tanto con poco, non abbiamo paura nell’applicare norme e seguire regole. Come sempre raccoglieremo i cocci e ci rimboccheremo le maniche, come sempre faremo del nostro meglio. A presto!

Nuovo DPCM del 13 Ottobre

In base al nuovo DPCM (art. 6.f e 6.g) la pratica della nostra disciplina è consentita poiché la Parma Kendo Kai è una A.S.D. affiliata alla Confederazione Italiana Kendo e riconosciuta dall’Ente di Promozione Sportiva CSEN. La Parma Kendo Kai continua la sua pratica nel pieno rispetto della normativa grazie alla palestra Squashinn che dal 2016 ospita i nostri corsi.

Il nostro gruppo principianti di quest’anno

Men e Maschere

Il primo mese di pratica dell’anno è andato e.. per ora tutto bene. Il rispetto delle norme anticontagio non ha condizionato particolarmente le nostre attività di pratica, che con alcuni accorgimenti, dal distanziamento, all’utilizzo di dispositivi di protezione all’interno delle armature ci hanno permesso di allenarci regolarmente.

La protezione di plexiglass copre metà della sezione frontale del “men” e protegge bocca e naso, nello stesso tempo evita che i droplets escano ed entrino.

Siamo molto contenti di aver avuto tanti nuovi principianti, tanto che per rispettare il limite di capienza della sala di allenamento abbiamo dovuto opzionare un terzo giorno di pratica settimanale. Abbiamo quindi il lunedì dedicato agli avanzati, il martedì ai principianti e il giovedì alla pratica dei due gruppi insieme, mantenendo sempre l’orario dalle 21:00 alle 22:30.

Il gruppo avanzati del lunedì
Il giovedì avanzati e principianti si allenano insieme sempre rispettando i numeri di capienza massima della sala.

Ci sentiamo comunque dei privilegiati visto che all’interno del gruppo nessuno dei ragazzi ha contratto il virus e la natura stessa della nostra pratica ci permette di strutturare degli allenamenti nei quali, con gli accorgimenti citati sopra, riusciamo ad allenarci in sicurezza.

un momento dell’allenamento misto della giornata di giovedì.

Per chi è curioso di sapere dove abbiamo preso la mascherina segua il link sotto.

https://www.kendo24.com/ruestungen/massgefertigt/corona-protektor-men

Anno 2020/21: praticare in sicurezza.

La data di inizio del corso si avvicina sempre di più, mancano infatti pochissimi giorni al 1°Settembre e visto che non sarà un anno qualunque, facciamo in questo articolo il punto delle cose da fare per poter partecipare agli allenamenti:

Prima ancora di entrare in dojo:

  • avere con se il certificato medico sportivo per la pratica agonostica/non agonistica in corso di validità (lo si può andare a fare in uno di questi centri)
  • compilare il modulo di autocertificazione a pagina 6 del documento a pubblicazione congiunta CIK CSEN.
  • comunicare la propria presenza alla sessione di pratica tramite la chat di gruppo.
  • le persone interessate a provare possono telefonare a Francesco al 3491595885 o scrivere a parmakendokai@libero.it
  • all’entrata in palestra farsi misurare la temperatura corporea alla reception e procedere alla sanificazione delle mani.
  • avere con se una mascherina da indossare negli spazi comuni.

Durante la pratica:

  • assicurarsi di utilizzare solo la propria attrezzatura.
  • non indugiare in tsubazeriai.

Sanificazione degli spazi:

  • lasciare sanificare lo spazio di allenamento dal personale della palestra prima di iniziare la pratica

Spogliatoio e docce:

  • arrivare in spogliatoio per tempo e cambiarsi velocemente, in modo da non essere mai più di 8 contemporaneamente in quello spazio
  • è possibile fare la doccia, ma sempre non superando il numero di 8 persone all’interno dello spogliatoio.

Quota per l’anno 2020/2021:

  • per poter frequentare gli allenamenti della Parma Kendo Kai è necessario essere in regola con il pagamento della quota e aver provveduto ad effettuare tutte le procedure di iscrizione all’ASD (modulo di iscrizione, consenso privacy ecc)
  • l’importo per l’anno è di 200€ da versare preferibilemente tramite bonifico bancario su IBAN IT83W0538712703000035237968 intestato a Parma Kendo Kai a.s.d. Siamo orgogliosi di aver potuto impiegare le risorse messe da parte in questi anni per abbassare la quota associativa del 50% e permettere così a tutti un più sereno ritorno agli allenamenti. Essere un’associazione sportiva dilettantistica vuol dire incentivare la pratica dei propri associati e di tutti coloro che vogliono accostarsi al Kendo, abbattendo, per quanto possibile, tutti quegli ostacoli che impediscono l’accesso alla nostra disciplina.

Ghost of Tsushima

Un titolo immersivo e coinvolgente, non senza difetti

Giappone, 1274.

L’esercito mongolo sbarca sull’isola di Tsushima, per usarla come testa di ponte per l’invasione di tutta l’isola nipponica.

Il jito lord Shimura guida l’esercito dei difensori, ma è chiaro da subito che lo spietato Kothun Khan, comandante delle forze mongole, ha fatto i compiti a casa ed è venuto preparato allo scontro contro l’esercito dei samurai, conoscendo bene le tattiche e la filosofia dei guerrieri giapponesi riesce velocemente a sbaragliarli grazie a tattiche disonorevoli e all’utilizzo della polvere da sparo.

La battaglia per la difesa di Tsushima si risolve in un massacro per l’esercito dei samurai e la cattura di Lord Shimura.

Sopravvissuto allo scontro iniziale, il giovane Jin Sakai, nipote di Lord Shimura, affronta coraggiosamente il Khan nel tentativo di salvare lo zio, ma le cose vanno male e il samurai viene sconfitto, precipitando in mare e ritenuto morto.

Viene invece salvato dalla ladra Yuna, che mossa da interessi personali insegnerà a Jin qualche nuovo trucco per avere la meglio dei mongoli.

Così inizia la storia di Ghost of Tsushima, l’ultimo gioco di Sucker Punch per Playstation 4.

Lo Spettro di Tsushima

Il gioco inizia qui, nei panni dell’affranto Jin Sakai che, riconosciute le deficienze nel codice di condotta dei samurai, dovrà studiare delle nuove tattiche per  salvare lo zio, vendicarsi del Khan e cacciare i mongoli via dall’isola.

La trama si dipana per tre atti, la storia è avvincente e ricca di colpi scena, alcuni davvero drammatici, con il giovane Lord Sakai che dovrà trovare alleati e risorse per combattere i mongoli, vivendo al contempo un feroce conflitto interiore per cercare di coniugare il bushido, il severo codice dei samurai che Jin ha imparato a seguire per tutta una vita, e con quello che è necessario fare per sconfiggere i nemici, ovvero usare tecniche disonorevoli per sorprendere gli agguerriti nemici.

Immergersi Nell’Atmosfera e Nel Paesaggio

Appare chiaro fin da subito che il lavoro svolto dagli svilpuppatori è eccellente, il protagonista si muove in un contesto credibile e pulsante di vita.

La mappa da esplorare è enorme, artisticamente molto ispirata, capiterà fin troppo spesso a fermarsi durante una missione o l’esplorazione a fissare a bocca aperta la magnificenza che compare a schermo.

Il Giappone presentato da Sucker Punch è incredibilmente plausibile e vibrante, evidentemente frutto di un accurato studio, non sorprende infatti che il gioco stia andando benissimo proprio in terra nipponica, dove di fatto sembra che venga apprezzata quella che è de facto una dichiarazione d’amore per la cultura giapponese, e non solo quella legata a katane e samurai.

Tutto è integrato sapientemente nel gioco, dalle formali interazioni sociali, le tipiche costruzioni architettoniche, i giardini curati, gli abiti dei personaggi.

I paesaggi suggestivi sono interrotti solo dai campi di battaglia, dagli occasionali corpi massacrati, bruciati, impalati e impicatti agli alberi, un severo monito al giocatore, un memento della ferocia del nemico che siamo chiamati ad affrontare.

Tecnicamente Eccelso

Sebbene non regga il passo con produzioni recenti come ad esempio The Last of Us 2, con cui GoT condivide la finestra di uscita, è dal punto di vista artistico che il gioco di Sucker Punch colpisce nel centro: se sembra inferiore ad un mero conteggio dei poligoni a schermo, tutto è amalgamato con grande maestria, ogni cosa studiata con attenzione per garantire una grande immersività, come ad esempio l’interfaccia utente, poco invasiva e che compare solo nei momenti di bisogno, e alla geniale trovata del vento per indicarci la direzione da seguire per arrivare a destinazione.

Anche per quanto riguarda il combat system è chiaro che il lavoro svolto è più che adeguato, sebbene non sia all’altezza dei soulslike di From Software, è comunque funzionale e fluido, senza arrivare ai livelli di masochismo da testicoli chiusi nel cassetto di Sekiro, ai livelli di difficoltà più elevati costringe il giocatore a sudare le proverbiali sette camice per aver ragione dei gruppi di nemici più affollati.

Il senso di progressione del personaggio regala grande soddisfazione, durante l’avventura potremo infatti raccogliere diversi materiali che serviranno per migliorare armi e armature che sbloccheremo durante il gioco.

Menzione d’onore per le side quest, solitamente relegate a ruolo secondario per allungare il brodo insipido della trama principale, in Ghost of Tsushima diventano invece quasi essenziali da portare a termine, se le quest mitologiche sono importanti per acquisire armature e tecniche devastanti, quelle secondarie degli alleati sono imperdibili per capire i dilanianti drammi vissuti dai comprimari che ci accompagnano nella nostra avventura, come rararamente ci era successo di vedere in titoli del genere.

Non Senza Difetti

Sebbene gestito in maniera impeccabile, è chiaro come l’hardaware PS4 sia ormai al canto del cigno, il campo visivo ad esempio, sebbene l’orografia variegata serva quasi sempre a mitigare i limiti della macchina, ci sono casi, come ad esempio le isole più lontane che sono brutalmente troncate dai limiti del fow. Ci chiediamo se non fosse stato più opportuno evitare di inserirle.

Il terzo atto ci è sembrato un po’ troppo corto se paragonato ai due precedenti, l’impressione è che si sia voluto tagliare troppo bruscamente una storia che fino a quel momento aveva un ritmo ben preciso, e che abbia subito una brusca accellerazione sul finale. Niente di drammatico, ma fastidioso.

Ma il vero grosso difetto di Ghost of Tsushima è nella stessa natura del gioco, il fatto è che la trama viaggi su binari prestabiliti e il giocatore faccia solo da passeggero nel viaggio verso il finale univoco.

Non ci sarebbe dispiaciuto un gioco con finali alternativi, con le scelte del giocatore determinanti al fine della trama, come ad esempio in Infamous: Second Son, sempre di Sucker Punch, con la possibilità di fare di Jin uno shinobi, un samurai, o un mix di entrambi.

Scelta questa che mina anche la rigiocabilità del titolo: una volta ottenuti tutti i trofei sbloccabili, la maggior parte dei quali portando a termine la campagna principale in una cinquantina di ore, non avrete motivo per tenere il gioco ad occupare spazio nel vostro hard disk.

Concludendo

Ghost of Tsushima è una dichiarazione d’amore per il Giappone e la sua cultura: non è un caso che sebbene il gioco sia localizzato in inglese e in italiano, è sicuramente più godibile con l’audio in lingua giapponese, clamorosa anche la possibilità di giocarlo in bianco e nero, con risoluzione volutamente sgranata in omaggio al cinema del grande Akira Kurosawa.

Davvero un peccato che pochi accorgimenti avrebbero potuto portare questo titolo nell’Olimpo della storia dei videogiochi, facendone una pietra miliare.

Anche cosi rimane comunque un titolo godibilissimo, irrinunciabile per chi ama i titoli open world e la cultura giapponese.

Andrea