DPCM 24 Ottobre

Cari amici e soci: a seguito della firma del DPCM del 24 Ottobre procediamo con la sospensione dei nostri allenamenti fino al 24 Novembre (data della validità del decreto di cui sopra). Vogliamo però segnalare con una punta di orgoglio che dall’11 giugno abbiamo effettuato 38 allenamenti nel rispetto delle linee guida CSEN-CIK; nel nostro dojo sono passate 33 persone fra soci e interessati e non si sono riscontrati casi di positività. Nell’ambiente dello sport di base siamo da sempre abituati a fare tanto con poco, non abbiamo paura nell’applicare norme e seguire regole. Come sempre raccoglieremo i cocci e ci rimboccheremo le maniche, come sempre faremo del nostro meglio. A presto!

Nuovo DPCM del 13 Ottobre

In base al nuovo DPCM (art. 6.f e 6.g) la pratica della nostra disciplina è consentita poiché la Parma Kendo Kai è una A.S.D. affiliata alla Confederazione Italiana Kendo e riconosciuta dall’Ente di Promozione Sportiva CSEN. La Parma Kendo Kai continua la sua pratica nel pieno rispetto della normativa grazie alla palestra Squashinn che dal 2016 ospita i nostri corsi.

Il nostro gruppo principianti di quest’anno

Men e Maschere

Il primo mese di pratica dell’anno è andato e.. per ora tutto bene. Il rispetto delle norme anticontagio non ha condizionato particolarmente le nostre attività di pratica, che con alcuni accorgimenti, dal distanziamento, all’utilizzo di dispositivi di protezione all’interno delle armature ci hanno permesso di allenarci regolarmente.

La protezione di plexiglass copre metà della sezione frontale del “men” e protegge bocca e naso, nello stesso tempo evita che i droplets escano ed entrino.

Siamo molto contenti di aver avuto tanti nuovi principianti, tanto che per rispettare il limite di capienza della sala di allenamento abbiamo dovuto opzionare un terzo giorno di pratica settimanale. Abbiamo quindi il lunedì dedicato agli avanzati, il martedì ai principianti e il giovedì alla pratica dei due gruppi insieme, mantenendo sempre l’orario dalle 21:00 alle 22:30.

Il gruppo avanzati del lunedì
Il giovedì avanzati e principianti si allenano insieme sempre rispettando i numeri di capienza massima della sala.

Ci sentiamo comunque dei privilegiati visto che all’interno del gruppo nessuno dei ragazzi ha contratto il virus e la natura stessa della nostra pratica ci permette di strutturare degli allenamenti nei quali, con gli accorgimenti citati sopra, riusciamo ad allenarci in sicurezza.

un momento dell’allenamento misto della giornata di giovedì.

Per chi è curioso di sapere dove abbiamo preso la mascherina segua il link sotto.

https://www.kendo24.com/ruestungen/massgefertigt/corona-protektor-men

Anno 2020/21: praticare in sicurezza.

La data di inizio del corso si avvicina sempre di più, mancano infatti pochissimi giorni al 1°Settembre e visto che non sarà un anno qualunque, facciamo in questo articolo il punto delle cose da fare per poter partecipare agli allenamenti:

Prima ancora di entrare in dojo:

  • avere con se il certificato medico sportivo per la pratica agonostica/non agonistica in corso di validità (lo si può andare a fare in uno di questi centri)
  • compilare il modulo di autocertificazione a pagina 6 del documento a pubblicazione congiunta CIK CSEN.
  • comunicare la propria presenza alla sessione di pratica tramite la chat di gruppo.
  • le persone interessate a provare possono telefonare a Francesco al 3491595885 o scrivere a parmakendokai@libero.it
  • all’entrata in palestra farsi misurare la temperatura corporea alla reception e procedere alla sanificazione delle mani.
  • avere con se una mascherina da indossare negli spazi comuni.

Durante la pratica:

  • assicurarsi di utilizzare solo la propria attrezzatura.
  • non indugiare in tsubazeriai.

Sanificazione degli spazi:

  • lasciare sanificare lo spazio di allenamento dal personale della palestra prima di iniziare la pratica

Spogliatoio e docce:

  • arrivare in spogliatoio per tempo e cambiarsi velocemente, in modo da non essere mai più di 8 contemporaneamente in quello spazio
  • è possibile fare la doccia, ma sempre non superando il numero di 8 persone all’interno dello spogliatoio.

Quota per l’anno 2020/2021:

  • per poter frequentare gli allenamenti della Parma Kendo Kai è necessario essere in regola con il pagamento della quota e aver provveduto ad effettuare tutte le procedure di iscrizione all’ASD (modulo di iscrizione, consenso privacy ecc)
  • l’importo per l’anno è di 200€ da versare preferibilemente tramite bonifico bancario su IBAN IT83W0538712703000035237968 intestato a Parma Kendo Kai a.s.d. Siamo orgogliosi di aver potuto impiegare le risorse messe da parte in questi anni per abbassare la quota associativa del 50% e permettere così a tutti un più sereno ritorno agli allenamenti. Essere un’associazione sportiva dilettantistica vuol dire incentivare la pratica dei propri associati e di tutti coloro che vogliono accostarsi al Kendo, abbattendo, per quanto possibile, tutti quegli ostacoli che impediscono l’accesso alla nostra disciplina.

Ghost of Tsushima

Un titolo immersivo e coinvolgente, non senza difetti

Giappone, 1274.

L’esercito mongolo sbarca sull’isola di Tsushima, per usarla come testa di ponte per l’invasione di tutta l’isola nipponica.

Il jito lord Shimura guida l’esercito dei difensori, ma è chiaro da subito che lo spietato Kothun Khan, comandante delle forze mongole, ha fatto i compiti a casa ed è venuto preparato allo scontro contro l’esercito dei samurai, conoscendo bene le tattiche e la filosofia dei guerrieri giapponesi riesce velocemente a sbaragliarli grazie a tattiche disonorevoli e all’utilizzo della polvere da sparo.

La battaglia per la difesa di Tsushima si risolve in un massacro per l’esercito dei samurai e la cattura di Lord Shimura.

Sopravvissuto allo scontro iniziale, il giovane Jin Sakai, nipote di Lord Shimura, affronta coraggiosamente il Khan nel tentativo di salvare lo zio, ma le cose vanno male e il samurai viene sconfitto, precipitando in mare e ritenuto morto.

Viene invece salvato dalla ladra Yuna, che mossa da interessi personali insegnerà a Jin qualche nuovo trucco per avere la meglio dei mongoli.

Così inizia la storia di Ghost of Tsushima, l’ultimo gioco di Sucker Punch per Playstation 4.

Lo Spettro di Tsushima

Il gioco inizia qui, nei panni dell’affranto Jin Sakai che, riconosciute le deficienze nel codice di condotta dei samurai, dovrà studiare delle nuove tattiche per  salvare lo zio, vendicarsi del Khan e cacciare i mongoli via dall’isola.

La trama si dipana per tre atti, la storia è avvincente e ricca di colpi scena, alcuni davvero drammatici, con il giovane Lord Sakai che dovrà trovare alleati e risorse per combattere i mongoli, vivendo al contempo un feroce conflitto interiore per cercare di coniugare il bushido, il severo codice dei samurai che Jin ha imparato a seguire per tutta una vita, e con quello che è necessario fare per sconfiggere i nemici, ovvero usare tecniche disonorevoli per sorprendere gli agguerriti nemici.

Immergersi Nell’Atmosfera e Nel Paesaggio

Appare chiaro fin da subito che il lavoro svolto dagli svilpuppatori è eccellente, il protagonista si muove in un contesto credibile e pulsante di vita.

La mappa da esplorare è enorme, artisticamente molto ispirata, capiterà fin troppo spesso a fermarsi durante una missione o l’esplorazione a fissare a bocca aperta la magnificenza che compare a schermo.

Il Giappone presentato da Sucker Punch è incredibilmente plausibile e vibrante, evidentemente frutto di un accurato studio, non sorprende infatti che il gioco stia andando benissimo proprio in terra nipponica, dove di fatto sembra che venga apprezzata quella che è de facto una dichiarazione d’amore per la cultura giapponese, e non solo quella legata a katane e samurai.

Tutto è integrato sapientemente nel gioco, dalle formali interazioni sociali, le tipiche costruzioni architettoniche, i giardini curati, gli abiti dei personaggi.

I paesaggi suggestivi sono interrotti solo dai campi di battaglia, dagli occasionali corpi massacrati, bruciati, impalati e impicatti agli alberi, un severo monito al giocatore, un memento della ferocia del nemico che siamo chiamati ad affrontare.

Tecnicamente Eccelso

Sebbene non regga il passo con produzioni recenti come ad esempio The Last of Us 2, con cui GoT condivide la finestra di uscita, è dal punto di vista artistico che il gioco di Sucker Punch colpisce nel centro: se sembra inferiore ad un mero conteggio dei poligoni a schermo, tutto è amalgamato con grande maestria, ogni cosa studiata con attenzione per garantire una grande immersività, come ad esempio l’interfaccia utente, poco invasiva e che compare solo nei momenti di bisogno, e alla geniale trovata del vento per indicarci la direzione da seguire per arrivare a destinazione.

Anche per quanto riguarda il combat system è chiaro che il lavoro svolto è più che adeguato, sebbene non sia all’altezza dei soulslike di From Software, è comunque funzionale e fluido, senza arrivare ai livelli di masochismo da testicoli chiusi nel cassetto di Sekiro, ai livelli di difficoltà più elevati costringe il giocatore a sudare le proverbiali sette camice per aver ragione dei gruppi di nemici più affollati.

Il senso di progressione del personaggio regala grande soddisfazione, durante l’avventura potremo infatti raccogliere diversi materiali che serviranno per migliorare armi e armature che sbloccheremo durante il gioco.

Menzione d’onore per le side quest, solitamente relegate a ruolo secondario per allungare il brodo insipido della trama principale, in Ghost of Tsushima diventano invece quasi essenziali da portare a termine, se le quest mitologiche sono importanti per acquisire armature e tecniche devastanti, quelle secondarie degli alleati sono imperdibili per capire i dilanianti drammi vissuti dai comprimari che ci accompagnano nella nostra avventura, come rararamente ci era successo di vedere in titoli del genere.

Non Senza Difetti

Sebbene gestito in maniera impeccabile, è chiaro come l’hardaware PS4 sia ormai al canto del cigno, il campo visivo ad esempio, sebbene l’orografia variegata serva quasi sempre a mitigare i limiti della macchina, ci sono casi, come ad esempio le isole più lontane che sono brutalmente troncate dai limiti del fow. Ci chiediamo se non fosse stato più opportuno evitare di inserirle.

Il terzo atto ci è sembrato un po’ troppo corto se paragonato ai due precedenti, l’impressione è che si sia voluto tagliare troppo bruscamente una storia che fino a quel momento aveva un ritmo ben preciso, e che abbia subito una brusca accellerazione sul finale. Niente di drammatico, ma fastidioso.

Ma il vero grosso difetto di Ghost of Tsushima è nella stessa natura del gioco, il fatto è che la trama viaggi su binari prestabiliti e il giocatore faccia solo da passeggero nel viaggio verso il finale univoco.

Non ci sarebbe dispiaciuto un gioco con finali alternativi, con le scelte del giocatore determinanti al fine della trama, come ad esempio in Infamous: Second Son, sempre di Sucker Punch, con la possibilità di fare di Jin uno shinobi, un samurai, o un mix di entrambi.

Scelta questa che mina anche la rigiocabilità del titolo: una volta ottenuti tutti i trofei sbloccabili, la maggior parte dei quali portando a termine la campagna principale in una cinquantina di ore, non avrete motivo per tenere il gioco ad occupare spazio nel vostro hard disk.

Concludendo

Ghost of Tsushima è una dichiarazione d’amore per il Giappone e la sua cultura: non è un caso che sebbene il gioco sia localizzato in inglese e in italiano, è sicuramente più godibile con l’audio in lingua giapponese, clamorosa anche la possibilità di giocarlo in bianco e nero, con risoluzione volutamente sgranata in omaggio al cinema del grande Akira Kurosawa.

Davvero un peccato che pochi accorgimenti avrebbero potuto portare questo titolo nell’Olimpo della storia dei videogiochi, facendone una pietra miliare.

Anche cosi rimane comunque un titolo godibilissimo, irrinunciabile per chi ama i titoli open world e la cultura giapponese.

Andrea

Guida all’acquisto: bogu economici e dove trovarli.

Se per quanto riguarda la comparativa dell’hakama e dei gi avevamo a disposizione un ventaglio ampio di offerte e tanti concorrenti che si potevano giocare i primi posti in classifica, nella comparativa di oggi vedremo pochi e selezionati partecipanti.

Contesto di scelta:

rientrano nella categoria “entry level” tutti quei set di armatura che rimangono con il prezzo d’acquisto sotto i 400€ (spese di spedizione e dogana incluse). Il mercato di questi bogu ha avuto importanti evoluzioni nel corso degli ultimi anni, affollatissimo intorno al 2013-2018, dove ogni negozio aveva la sua linea entry level sotto i 400€, addirittura a volte sotto i 350€; adesso sono rimasti in pochi ad offrire prodotti in questa fascia.

Come mai? Due sono i motivi principali:

  1. Il praticante medio ha affinato nel corso di questi ultimi 5 anni la sua conoscenza dei brand di qualità, per intenderci, i costruttori che vestono i competitori di alto livello o i maestri. Questi set sono poi stati portati in Europa per primi dai componenti delle nazionali e dagli alti gradi del vecchio continente e a cascata hanno influenzato il “gusto” di tutti gli altri praticanti. Quindi ora si tende ad acquistare un prodotto di fascia media dai 400€ ai 650€, che combina in sé qualità costruttiva e design accattivante.
  2. Vendere un set con un prezzo basso vuol dire poter avere un margine di guadagno molto risicato e questo diventa conveniente solo se si hanno volumi importanti. Questa tipologia di bogu non è per il mercato Giapponese, ed è fatta solo per l’esportazione. La maggior parte delle armature che si vendono nel sol levante sono specifiche per i bambini e i liceali (prodotti che qui in europa vediamo poco) oppure direttamente quelle di fascia alta. Va poi tentuto conto che devono poter essere disponibili subito per la spedizione e questo comporta la necessità di stoccare a magazzino una grande quantità di pezzi (quindi immobilizzare per del tempo una considerevole quantità di denaro). Con l’evoluzione del mercato che abbiamo detto prima sono rimasti a vendere in questa fascia di prezzo solo Nine Circles, Tozando e nelle ultime ore anche Zen Nihon Budogu. I primi due avevano già da anni (prima del 2010) prodotti interessanti in questa fascia e sui quali hanno sempre puntato, aggiornandoli leggermente nel corso degli anni, mantenendo però il prezzo basso. Il terzo invece è stato discontinuo, mettendo e togliendo dal mercato i suoi modelli entry level. Questo può essere spiegato dalle numerose operazioni di fusione e acquisizione che hanno interessato il brand di Kumamoto, con seguenti riposizionamenti del negozio e dei suoi brand sulle varie fasce di prezzo.

Hakuten, Kurama, Ichi

Ed ecco qui i protagonisti della comparativa: Hakuten da Nine Circles Uk, Kurama da Tozando e il nuovissimo Ichi di Zen Nihon Budogu. Hanno cuciture da 6 mm sulle superfici del men e dei kote esposte agli impatti, che garantiscono l’assorbimento dei colpi in maniera efficace. La scelta questo tipo di cucitura  permette al tessuto rinforzato di ammorbidirsi dopo alcuni allenamenti diventando più comodo, ma mano che si adatta alle forme del proprietario. Ampio uso di pelle sintetica nei rinforzi, mentre viene utilizzato il clarino per il palmo dei kote, alternativa più economica alla ben più costosa pelle di cervo. Una differenza costruttiva importante da sottolineare è che il Kurama e Ichi hanno le cuciture diagonali (nanamezashi) sulle “ali” del men, il che facilita la mobilità delle braccia in fase di caricamento. Per avere ques in casa Nine Circles bisogna passare al Defender che è praticamente uguale all’Hakuten, salvo appunto l’avere la cucitura diagonale sulle ali del men (che porta un po’ più in alto il prezzo di vendita)

I kote hanno tutti e tre cuciture da 6mm, ma differiscono nel design della protezione sul dorso della mano. La scelta di Nine circles di utilizzare la neo leather è per dare più longevità alla superfi, mentre gli altri due privilegiano l’orizashi, in virtù di una maggiore mobilità.

A parte le differenza costruttiva di cui sopra le altre sono solamente estetiche, che fanno sembrare i modelli degli store Giapponesi già delle armature di fascia media. L’armatura di Nine circles invece fa della semplicità costruttiva il suo punto di forza, robusta e senza fronzoli, fa quello che deve fare: proteggere e costare poco.

Da aggiungere come merito, la Hakuten arriva già con la sacca e un tenugui inclusi nella confezione. Mentre tutte e tre arrivano fornite di himo e chikawa.

Prezzo:

Zen nihon budogu
Kurama
Hakuten

Ed eccoci arrivati ai prezzi.

RImaniamo con tutti e tre gli articoli in esame sotto i 400€ anche se a livello assoluto il vincitore sul lato economico rimane l’Hakuten di Nine Circles. A livello di finiture invece il set inglese è un passo indietro rispetto a quelli giapponesi, i quali, differiscono fra loro per alcuni dettagli sul tare (in particolare i kakuzashi sull’O-dare) e lo stile nelle decorazioni sul “pugno” dei kote.

(Infatti non ci sarebbe da stupirsi se entrambi venissero dalla stessa fabbrica in Cina o in Vietnam)

Conclusioni

Che dire! Se cercate l’armatura più economica sul mercato andate sicuri con L’Hakuten, se invece potete spendere poche decine di euro in più, vagliate le proposte di Tozando e Zen Nihon Budogu che uniscono alla robustezza anche alcuni particolari estetici un po’ più ricercati.

TO:KY:OO di Liam Wong

‘Blade Runner Origins’ 00:17:59 © Liam Wong

Le città sono più belle dopo mezzanotte? Liam Wong ha passato un mese uscendo per la capitale Giapponese dopo le 00:00 per catturarne il lato oscuro, illuminato dalle insegne dei quartieri commerciali o dalle lanterne dei locali stretti fra i grattacieli. Luci al Neon, pioggia, arcobaleni di sfumature viola e blu elettrico che si riflettono nelle pozzanghere. Cavi elettrci, trasformatori, condensatori e unità esterne dei condizionatori, tassisti notturni e ombrelli di plastica. Se vi siete emozionati per le architetture e le atmosfere di Blade Runner, Akira, Ghost in the shell, Enter the Void, allora vale la pena prendere fra le mani questo libro.

Ma chi è Liam Wong? Art Director alla Ubisoft Montreal, dopo essersi laureato alla Abertay University a Dundee – Scozia e un’infanzia passata a giocare a videogame e a guardare anime, ha scoperto dopo il suo primo viaggio in Giappone, un’amore profondo per Tokyo. Questo lo ha spinto a tornare, armato di macchina fotografica, per dare vita al progetto di TO:KY:OO.

Il libro ha anche una prefazione curata dal suo grande amico Hideo Kojima.

C’è un’intera sezione dedicata alla teoria della composizione e dell’utilizzo della luce nelle foto scattate.

Il libro lo potete acquistare presso il suo sito, oppure sulle piattaforme solite di e-commerce (ibs, amazon ecc)

Liam ha anche un account Instagram

‘Technicolor’ 23:52:00 © Liam Wong.
‘Ultraviolet’ 02:41:27 © Liam Wong
‘Kimono Glitch’ 01:51:19 © Liam Wong
‘Self-Portrait in Midgar’ 01:00:00 © Liam Wong
‘Youth’ 23:11:00 © Liam Wong
‘Blade Runner Vibes’ 00:49:51 © Liam Wong

Guida all’acquisto: il set di hakama e gi più economico sul mercato.

Sono ormai 12 anni che navigo e acquisto sui negozzi online di Kendo, se prima la compravo solo per me, adesso mi trovo a dover fare acquisti per tutto il dojo. Vado dalla scelta dell’attrezzatura che la nostra associazione affida ai principianti nei loro primi mesi di pratica, fino a quella per gli avazati (bogu fatti a mano ecc).

Se nel 2008 c’era un ventaglio relativamente ristretto di scelta, al giorno d’oggi abbiamo una vasta panoramica di siti e negozi che possono accontentare le necessità di chiunque, dal neofita, al praticante di lungo corso.

Ed è proprio ai neofiti che questa mini-guida si rivolge: ad una prima occhiata la pratica del Kendo può sembrare richiedere un costoso investimento iniziale, le spade, l’abbigliamento, l’armatura ecc.

Tuttavia con alcune accortezze e con l’aiuto del proprio dojo, si possono fare tutti questi acquisti in un lungo arco di tempo, così da diluire la spesa e comprare in maniera informata ciò di cui si ha realmente bisogno.

Il primo set di hakama e gi:

Alcune associazioni (noi compresi) hanno set da prestare per i primi mesi, ma è comprensibile che trattandosi di abbigliamento si voglia acquistarne uno nuovo mai usato. Parte quindi la ricerca sui vari siti specializzati. Ci sono negozzi che hanno la loro sede in Europa, oppure si può direttamente comprare in Giappone, Korea e… Cina!

Le cose da sapere:

I set base proposti sono solitamente composti da un gi in cotone e da un hakama in materiale sintetico, a parte Tozando, che offre direttamente il suo set entry level completamente in sintetico (polyester). Viene scelta la combo di questi materiali perché sono robusti e possono essere lavati frequentemente in lavatrice senza paura di rovinarli o di scolorirli.

Per una valutazione completa della convenienza di un set o di un altro vanno sempre considerate le spese di spedizione e i dazi+iva applicati in dogana (se si acquista fuori europa aggiungente un 22% in più e i dazi, grossomodo 10€) , quindi se il vostro dojo fa un ordine cumulativo su un sito e queste spese vengono ripartite fra tutti la situazione di convenienza può cambiare.

La classifica:

Questa è una carrellata su quello che offre il mercato, con prezzo in euro al cambio di oggi (10/08/20) con l’aggiunta delle spese di spedizione e quelle di dogana. Si potrebbe “aggiustare” la classifica tenendo conto della diversa qualità della merce che si va a comprare, ma questa valutazione è più adatta a materiale di fascia alta. In quello che vediamo oggi, parliamo degli stessi materiali e di una qualità costruttiva tendenzialmente omogenea, quindi ci concentriamo sul prezzo. Qunado leggete la sigla “n/a” nella casella della spedizione vuol dire che il negoziante non fa pagare questo servizio, mentre la stessa sigla nella colonna dogana indica l’assenza di una

12° Kendo Sport:

12

11° Kendo Shop:

kendo shop

10° Zen Nihon Budogu:

11

Tozando:

tozando

E-Bogu:

ebogu

Nine Circles:

Nine circles

Online Kendo:

online kendo

Eurokendo:

eurokendo

Kendo Star:

kendo star

Kendo 24:

Kendo 24

Yari no Hanzo:

Yari no hanzo

Aliexpress – Ikendo Store:

Aliexpress

Vince lo store di Ikendo su Aliexpress, ma attenzione, rispetto agli altri ha dei tempi di spedizione molto lunghi, non paragonabili ai suoi competitor europei e decisamente più lenti rispetto a quelli giapponesi.

Ci rivediamo a settembre!

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Cari amici, siamo arrivati in fondo a questo travagliato anno di Kendo, il piacere di potersi allenare in armatura negli ultimi appuntamenti ci ha veramente tirato su il morale, dopo i mesi del lockdown e le settimane passate ad allenarci da soli.

Ma più importante è stato l’impegno profuso da tutti i ragazzi in questi giorni difficili. L’energia che si è vista nel rivederci e ritornare ad impugnare le shinai per combattere insieme è stata straordinaria.

Questo dimostra come lo spirito che anima il nostro gruppo non sia circoscritto solo alla volontà di raggiungere obiettivi a breve termine (la medaglia, il dan, battere il mio parigrado ecc), ma sia un “enzan no metsuke”, quindi un guardare una montagna lontana. Prendere quindi il Kendo come qualcosa ad ampio respiro che aiuti a coltivare la nostra crescita come persone e ci migliori nello stare con gli altri, ma soprattutto con noi stessi.

Ringraziamo anche i ragazzi della Squashinn che ci permettono di praticare in sicurezza, occupandosi della sanificazione degli spazi e per aver riaperto i battenti non appena fosse stato possibile.

Come avrete già letto nelle apposite sezioni, questo sarà un anno particolare: abbiamo infatti deciso di dimezzare la quota per il corso annuale, da 400 € a 200€, in maniera da non pesare sulle tasche dei nostri soci. Come Parma Kendo Kai vogliamo fare la nostra parte in questo momento difficile.

L’anno 2020-2021 partirà martedì 1 settembre, gli orari e i giorni rimarranno gli stessi: martedì e giovedì dalle 21:00 alle 22:30.

Tel e WhatsApp. 3491595885

Mail. parmakendokai@libero.it